AyBoll

domenica 15 novembre 2015

Rinnovo contratto metalmeccanici: 1,6 milioni di lavoratori in attesa, negoziato alle prime battute.

Sono partite ufficialmente le trattative per la stesura del nuovo contratto dei metalmeccanici.

E' una negoziazione complicata, complessa. Il 5 Novembre scorso c'è stato il primo tavolo di confronto tra le parti, dove le premesse di diversità di vedute sono state sostanzialmente confermate anche se non sono mancati i segnali di apertura: inoltre l'incontro ha visto la presenza di tutti i sindacati metalmeccanici e già questa è una buona notizia.

La Federmeccanica evidenzia la necessità "inderogabile" di rinnovo basato sulla produttività aziendale, e rincara la dose sulla restituzione di 75 euro dovuti dalla differenza tra l'inflazione prevista e quella reale. Una richiesta già definita "irricevibile" dai sindacati, ma che secondo noi non è da interpretare tanto come una vera richiesta nero su bianco o un diktat quanto come una volontà di discussione del contratto da un diverso punto di vista, più in linea con gli scenari attuali.

La posizione ideologica di FIM, FIOM e UILM deve discostarsi dalle convenzioni degli ultimi decenni. Per evitare che i sindacati proseguano nell'essere un organo in piena decadenza, non vera espressione della volontà dei lavoratori ma piuttosto un apparato amorfo, una sorta di dinosauro politico senza testa e senz'anima. L'auspicio è che sia proprio questo rinnovo di contratto l'occasione di un rinnovo del concetto di sindacato per quello che deve essere: un organo moderno, che sia il meno possibile politicizzato e il più possibile portavoce della volontà dei lavoratori al tavolo delle trattative in modo unitario, lineare, semplice e aperto alle innovazioni che la situazione congiunturale richiede.

La FIOM, per voce di Landini, ha proposto un referendum tra i lavoratori per approvare la piattaforma proposta e ha indetto una manifestazione Sabato 21 Novembre a Roma. Ma l'informazione latita e i sindacati non sono in grado di presentare una piattaforma congiunta: quella della FIM-UILM prevedeva un aumento medio di 105 euro lordi per il 5° livello, la FIOM invece parla di un generico aumento del 3% dei minimi retributivi (che sarebbe tale solo con l'assenza della contrattazione aziendale).

Sia pure con modalità diverse, i sindacati attribuiscono al contratto nazionale il ruolo di distributore degli aumenti salariali ai lavoratori nel loro insieme.

Invece Federmeccanica sottolinea la necessità piuttosto di rinnovare il concetto di contratto nazionale, come un qualcosa che deve essere garante si per i minimi retributivi ma non erogatore di aumenti. Sarà la contrattazione aziendale che dovrà ridistribuire ai dipendenti la ricchezza prodotta, ma solo nei casi in cui questa ricchezza venga concretamente prodotta e accertata.

Un primo incontro che resta quindi interlocutorio. La prossima puntata della trattativa è fissata sempre a Roma in data Venerdì 4 Dicembre.