Dopo il sostanziale blocco a seguito dei 13 incontri e della riunione plenaria, il rinnovo contratto dei metalmeccanici prosegue sulle strade e nelle piazze con lo sciopero unitario di 4 ore nella giornata odierna.
Sarà una mobilitazione unitaria, con Fim-Fiom-Uilm tutte insieme in campo dopo 8 anni, e con diverse città italiane interessate dalle manifestazioni. Landini, Presidente della Fiom, sarà presente a Milano.
La proposta di Federmeccanica relativa al salario minimo di garanzia e stata giudicata irricevibile e ha portato i sindacati a ricompattarsi, a fronte della minaccia di un aumento salariale solo per il 5% dei lavoratori. Tutto questo con in aggiunta il colpevole immobilismo del governo e un neo presidente di Confindustria che si trova nell'antipatica posizione di dover iniziare il suo prossimo mandato con un possibile scontro. Un conflitto in un comparto fondamentale che può rappresentare la ripresa del Paese è cosa assolutamente da scongiurare.
I sindacati il contratto lo vogliono fare. Per questo, l'attenzione deve restare alta sul merito della trattativa e lasciando poco spazio alla politica.
Ora i riflettori sono puntati su questa giornata di mobilitazione, sulla partecipazione e sull'eco che potrà avere, importante per gli scenari futuri.
AyBoll
mercoledì 20 aprile 2016
domenica 31 gennaio 2016
Rinnovo contratto metalmeccanici: Febbraio e Marzo 2016 mesi decisivi.
Il rinnovo del contratto dei metalmeccanici sta entrando ora davvero nel vivo, nella sua fase decisiva.
Nell'ultimo incontro di venerdì scorso, 28 Gennaio, i tre sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm hanno stilato assieme a Federmeccanica un piano di lavoro che prevede una fitta agenda di incontri:
5, 10, 24 e 25 Febbraio; 1, 2 e 9 Marzo; riunione plenaria finale del 15 Marzo.
Una agenda costruita su incontri su differenti tavoli per discutere nel dettaglio i macro-temi che definiranno l'assetto del contratto.
Nel dettaglio i macro-temi saranno:
Una simile agenda fa capire quanto intense saranno le prossime settimane e come sia crescente la volontà di accelerare le cose per definire e sottoscrivere il contratto da tutte le parti in causa ed evitare un negoziato che si dilunghi troppo nel tempo. Senz'altro queste sono buone notizie.
Apparentemente il giorno iniziale più spinoso sembra essere quello del 24 Febbraio con la discussione sulla parte economica che le settimane scorse hanno evidenziato essere quella dove le divisioni tra le parti sono notevoli data anche la criticità dell'argomento.
Certamente l'accordo è ancora tutto da costruire e saranno giorni difficili. Ma il fronte-sindacati più unito rispetto al recente passato e i primi segnali di apertura da parte di Federmeccanica lasciano ben sperare.
Nell'ultimo incontro di venerdì scorso, 28 Gennaio, i tre sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm hanno stilato assieme a Federmeccanica un piano di lavoro che prevede una fitta agenda di incontri:
5, 10, 24 e 25 Febbraio; 1, 2 e 9 Marzo; riunione plenaria finale del 15 Marzo.
Una agenda costruita su incontri su differenti tavoli per discutere nel dettaglio i macro-temi che definiranno l'assetto del contratto.
Nel dettaglio i macro-temi saranno:
il 5 febbraio: welfare, previdenza e sanità;
il 10 febbraio: formazione, salute e sicurezza;
il 24 febbraio: trattamento economico, inquadramento, regole e livelli contrattuali, diritti d'informazione-partecipazione;
il 25 febbraio: organizzazione del lavoro, orario, appalti, reperibilità, trasferte, trasferimenti, politiche del lavoro, finestra informatica.
Effettuati questi incontri, il confronto tematico proseguirà sempre a delegazioni ristrette l'1 il 2 e il 9 marzo per una sintesi conclusiva e il tutto sfocerà nella riunione in plenaria prevista per il 15 marzo.
Una simile agenda fa capire quanto intense saranno le prossime settimane e come sia crescente la volontà di accelerare le cose per definire e sottoscrivere il contratto da tutte le parti in causa ed evitare un negoziato che si dilunghi troppo nel tempo. Senz'altro queste sono buone notizie.
Apparentemente il giorno iniziale più spinoso sembra essere quello del 24 Febbraio con la discussione sulla parte economica che le settimane scorse hanno evidenziato essere quella dove le divisioni tra le parti sono notevoli data anche la criticità dell'argomento.
Certamente l'accordo è ancora tutto da costruire e saranno giorni difficili. Ma il fronte-sindacati più unito rispetto al recente passato e i primi segnali di apertura da parte di Federmeccanica lasciano ben sperare.
mercoledì 30 dicembre 2015
Rinnovo contratto metalmeccanici, incontro del 22 Dicembre 2015: altra fumata nera.
Si è svolto il terzo incontro tra Federmeccanica e sindacati e la situazione non si è sbloccata.
Federmeccanica ha presentato la sua proposta nero su bianco e, come ampiamente preannunciato, la proposta non contempla aumenti salariali.
La proposta di rinnovo presenta delle migliorie riguardanti in particolare il welfare e l'assistenza sanitaria, ma per quanto riguarda i salari riconosce un incremento di circa 37 euro a Luglio 2017 solamente ai neoassunti al di sotto dei minimi salariali. Secondo i sindacati, sarebbe circa il 5% la percentuale di lavoratori metalmeccanici inclusi nella manovra.
La nota motivazione di Federmeccanica nel giustificare questa proposta è quella di "recuperare" i circa 74 euro rilasciati in maniera sovrabbondante al precedente rinnovo di contratto per effetto dell'inflazione consuntiva rivelatasi ben più bassa di quella preventiva.
Un rinnovo su queste basi costituisce un modello contrattuale profondamente diverso dal punto di vista ideologico rispetto al passato. I tempi cambiano....il ruolo di difesa dei diritti salariali e l'elemento di solidarietà verso tutti i lavoratori nel contratto nazionale è di fatto messo in discussione (escluso) e i sindacati hanno definito "irricevibile" la proposta.
Resta il fatto che Federmeccanica ha formalizzato una proposta unitaria e tale dovrà essere, per avere efficacia, anche la proposta dei sindacati.
La speranza è che questa situazione possa riuscire finalmente a compattare Fiom, Fim e Uim (rappresentate rispettivamente da Landini, Bentivogli e Palombella) per un fronte più forte e una controproposta formale funzionale ad ottenere un finale e giusto compromesso che possa giustamente considerare la produttività reale aziendale ma senza lasciare da parte la tutela dei salari e senza trasformare il contratto nazionale in un mero accordo di natura commerciale.
Landini garantisce che la Fiom "questo contratto vuole farlo". Parole che possono essere di circostanza ma che possono avere anche un grande peso specifico e spostare gli equilibri, perché dette dal segretario Fiom che deve ancora sottoscrivere il primo rinnovo contrattuale metalmeccanico da quando è in carica.
Nella prima metà di gennaio 2016 i sindacati hanno in programma un incontro tra loro per sottoscrivere la proposta comune.
Successivamente, l'appuntamento per il quarto incontro con Federmeccanica ove formalizzare questa proposta è fissato per il 21 Gennaio 2016.
Federmeccanica ha presentato la sua proposta nero su bianco e, come ampiamente preannunciato, la proposta non contempla aumenti salariali.
La proposta di rinnovo presenta delle migliorie riguardanti in particolare il welfare e l'assistenza sanitaria, ma per quanto riguarda i salari riconosce un incremento di circa 37 euro a Luglio 2017 solamente ai neoassunti al di sotto dei minimi salariali. Secondo i sindacati, sarebbe circa il 5% la percentuale di lavoratori metalmeccanici inclusi nella manovra.
La nota motivazione di Federmeccanica nel giustificare questa proposta è quella di "recuperare" i circa 74 euro rilasciati in maniera sovrabbondante al precedente rinnovo di contratto per effetto dell'inflazione consuntiva rivelatasi ben più bassa di quella preventiva.
Un rinnovo su queste basi costituisce un modello contrattuale profondamente diverso dal punto di vista ideologico rispetto al passato. I tempi cambiano....il ruolo di difesa dei diritti salariali e l'elemento di solidarietà verso tutti i lavoratori nel contratto nazionale è di fatto messo in discussione (escluso) e i sindacati hanno definito "irricevibile" la proposta.
Resta il fatto che Federmeccanica ha formalizzato una proposta unitaria e tale dovrà essere, per avere efficacia, anche la proposta dei sindacati.
La speranza è che questa situazione possa riuscire finalmente a compattare Fiom, Fim e Uim (rappresentate rispettivamente da Landini, Bentivogli e Palombella) per un fronte più forte e una controproposta formale funzionale ad ottenere un finale e giusto compromesso che possa giustamente considerare la produttività reale aziendale ma senza lasciare da parte la tutela dei salari e senza trasformare il contratto nazionale in un mero accordo di natura commerciale.
Landini garantisce che la Fiom "questo contratto vuole farlo". Parole che possono essere di circostanza ma che possono avere anche un grande peso specifico e spostare gli equilibri, perché dette dal segretario Fiom che deve ancora sottoscrivere il primo rinnovo contrattuale metalmeccanico da quando è in carica.
Nella prima metà di gennaio 2016 i sindacati hanno in programma un incontro tra loro per sottoscrivere la proposta comune.
Successivamente, l'appuntamento per il quarto incontro con Federmeccanica ove formalizzare questa proposta è fissato per il 21 Gennaio 2016.
martedì 8 dicembre 2015
Wall Street: da un grande albero all'angolo Broad Street al centro finanziario mondiale. Passando per il 1929....
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| Una vecchia "firma" di Wall Street. |
evoca il potere dei signori dell'alta finanza.
Il nome deriva dal muro di cinta della città ex colonia olandese, e passò per antonomasia ad indicare la piazza finanziaria e la borsa valori di New York. A partire dalla fine del Settecento il quartiere cominciò ad acquisire importanza quando commercianti e mediatori individuarono il punto di contrattazione delle merci sotto un grande albero locato nel punto di intersezione tra Wall Street e Broad Street, la perpendicolare.
Oggi nel nucleo finanziario si agglomera tutto il sistema delle borse più diverse borse futures e borse merci. Oltre che le principali banche commerciali del paese, le banche di investimento, alcune delle principali società di intermediazione e alcuni colossi assicurativi.
Il 1929 fu il momento più drammatico che segnò la storia, con il crollo della borsa-valori e l'inizio della Grande Depressione: una crisi economica senza precedenti con conseguenze tragiche: fallimenti, caduta di prezzi, crac bancari e naturalmente disoccupazione. Solo negli Stati Uniti 15 milioni di persone si ritrovano senza lavoro, ma la crisi investe anche quasi tutti gli stati europei con effetti ancora più devastanti.
La piazza di New York è stata per tutto il nostro secolo la più importante nel mondo, comunque rivaleggiata negli ultimi decenni dalla borsa di Tokyo e senza comunque sminuire l'internazionalità della piazza di Londra.
La nuova Wall Street: non più un mondo fatto da miliardari sessantenni, ma anche da 25-35enni con in mano milioni di dollari che "giocano" nelle borse di tutto il mondo 24 ore su 24. Un mondo dove sentimenti, etica e moralità sono senz'altro fuori posto, gli squali dalla incontenibile fame ed energia dominati da denaro ed avidità. Il lato più oscuro del mondo del lavoro.
Un mondo ben descritto da Oliver Stone nel suo film Wall Street (1988), prossimamente su 74serginocin.blogspot.com
sabato 5 dicembre 2015
Metalmeccanici, incontro del 4 Dicembre 2015: si mette male.
Secondo incontro tra Federmeccanica e sindacati sulla strade del rinnovo del contratto dei metalmeccanici. E non si può dire con esito proprio positivo.
Permane infatti un abisso tra le due posizioni.
Per quanto riguarda welfare, inquadramento e formazione c'è l'apertura di Federmeccanica e su questi punti si può quindi auspicare un accordo con ragionevole ottimismo.
Il punto annoso è quello legato ovviamente alla parte economica.
Federmeccanica è disposta a riconoscere un salario minimo di garanzia solo ai lavoratori con retribuzione individuale inferiore ai minimi.
In pratica chi potrebbero essere i lavoratori interessati? Una figura tipica in questo senso potrebbe essere quella di giovani neoassunti: ragazzi sostanzialmente al primo impiego, privi quindi di qualifica professionale e con un livello di inquadramento basso.
Niente da dire sulla tutela di queste figure. Ma coloro che lavorano da 5-10-15-20 anni nel settore dove li mettiamo? Lasciamo stare dirigenti, quadri e amministratori delegati, parliamo di figure importanti per le aziende per le quali lavorano anche se non aventi potere decisionale. Lavoratori che hanno maturato esperienza e hanno magari anche avuto ritocchi di stipendio aziendali piuttosto che quelli relativi agli antecedenti contratti nazionali. Ma che restano pur sempre padri di famiglia o ragazzi che si stanno coraggiosamente pagando un mutuo. Certamente non deve essere discriminato un giovane in quanto tale, ma pensiamo che nemmeno chi sia meno giovane e abbia la "colpa" di lavorare già da tempo debba essere discriminato.
Federmeccanica rifiuta la logica degli incrementi "a pioggia". Vista la situazione congiunturale questo lo si può anche capire, i tempi storici richiedono che i salari vadano a braccetto con la produttività, ma certamente un compromesso andrà trovato.
I sindacati infatti affermano che sarà solo il 5% dei lavoratori ad essere interessato agli aumenti nazionali a fronte della richiesta di Federmeccanica.
Prossimo appuntamento il 22 Dicembre, a quanto pare quel giorno Federmeccanica sottoporrà una proposta nero su bianco e il rischio rottura c'è nonostante il Natale alle porte.
Permane infatti un abisso tra le due posizioni.
Per quanto riguarda welfare, inquadramento e formazione c'è l'apertura di Federmeccanica e su questi punti si può quindi auspicare un accordo con ragionevole ottimismo.
Il punto annoso è quello legato ovviamente alla parte economica.
Federmeccanica è disposta a riconoscere un salario minimo di garanzia solo ai lavoratori con retribuzione individuale inferiore ai minimi.
In pratica chi potrebbero essere i lavoratori interessati? Una figura tipica in questo senso potrebbe essere quella di giovani neoassunti: ragazzi sostanzialmente al primo impiego, privi quindi di qualifica professionale e con un livello di inquadramento basso.
Niente da dire sulla tutela di queste figure. Ma coloro che lavorano da 5-10-15-20 anni nel settore dove li mettiamo? Lasciamo stare dirigenti, quadri e amministratori delegati, parliamo di figure importanti per le aziende per le quali lavorano anche se non aventi potere decisionale. Lavoratori che hanno maturato esperienza e hanno magari anche avuto ritocchi di stipendio aziendali piuttosto che quelli relativi agli antecedenti contratti nazionali. Ma che restano pur sempre padri di famiglia o ragazzi che si stanno coraggiosamente pagando un mutuo. Certamente non deve essere discriminato un giovane in quanto tale, ma pensiamo che nemmeno chi sia meno giovane e abbia la "colpa" di lavorare già da tempo debba essere discriminato.
Federmeccanica rifiuta la logica degli incrementi "a pioggia". Vista la situazione congiunturale questo lo si può anche capire, i tempi storici richiedono che i salari vadano a braccetto con la produttività, ma certamente un compromesso andrà trovato.
I sindacati infatti affermano che sarà solo il 5% dei lavoratori ad essere interessato agli aumenti nazionali a fronte della richiesta di Federmeccanica.
Prossimo appuntamento il 22 Dicembre, a quanto pare quel giorno Federmeccanica sottoporrà una proposta nero su bianco e il rischio rottura c'è nonostante il Natale alle porte.
domenica 15 novembre 2015
Rinnovo contratto metalmeccanici: 1,6 milioni di lavoratori in attesa, negoziato alle prime battute.
Sono partite ufficialmente le trattative per la stesura del nuovo contratto dei metalmeccanici.
E' una negoziazione complicata, complessa. Il 5 Novembre scorso c'è stato il primo tavolo di confronto tra le parti, dove le premesse di diversità di vedute sono state sostanzialmente confermate anche se non sono mancati i segnali di apertura: inoltre l'incontro ha visto la presenza di tutti i sindacati metalmeccanici e già questa è una buona notizia.
La Federmeccanica evidenzia la necessità "inderogabile" di rinnovo basato sulla produttività aziendale, e rincara la dose sulla restituzione di 75 euro dovuti dalla differenza tra l'inflazione prevista e quella reale. Una richiesta già definita "irricevibile" dai sindacati, ma che secondo noi non è da interpretare tanto come una vera richiesta nero su bianco o un diktat quanto come una volontà di discussione del contratto da un diverso punto di vista, più in linea con gli scenari attuali.
La posizione ideologica di FIM, FIOM e UILM deve discostarsi dalle convenzioni degli ultimi decenni. Per evitare che i sindacati proseguano nell'essere un organo in piena decadenza, non vera espressione della volontà dei lavoratori ma piuttosto un apparato amorfo, una sorta di dinosauro politico senza testa e senz'anima. L'auspicio è che sia proprio questo rinnovo di contratto l'occasione di un rinnovo del concetto di sindacato per quello che deve essere: un organo moderno, che sia il meno possibile politicizzato e il più possibile portavoce della volontà dei lavoratori al tavolo delle trattative in modo unitario, lineare, semplice e aperto alle innovazioni che la situazione congiunturale richiede.
La FIOM, per voce di Landini, ha proposto un referendum tra i lavoratori per approvare la piattaforma proposta e ha indetto una manifestazione Sabato 21 Novembre a Roma. Ma l'informazione latita e i sindacati non sono in grado di presentare una piattaforma congiunta: quella della FIM-UILM prevedeva un aumento medio di 105 euro lordi per il 5° livello, la FIOM invece parla di un generico aumento del 3% dei minimi retributivi (che sarebbe tale solo con l'assenza della contrattazione aziendale).
Sia pure con modalità diverse, i sindacati attribuiscono al contratto nazionale il ruolo di distributore degli aumenti salariali ai lavoratori nel loro insieme.
Invece Federmeccanica sottolinea la necessità piuttosto di rinnovare il concetto di contratto nazionale, come un qualcosa che deve essere garante si per i minimi retributivi ma non erogatore di aumenti. Sarà la contrattazione aziendale che dovrà ridistribuire ai dipendenti la ricchezza prodotta, ma solo nei casi in cui questa ricchezza venga concretamente prodotta e accertata.
Un primo incontro che resta quindi interlocutorio. La prossima puntata della trattativa è fissata sempre a Roma in data Venerdì 4 Dicembre.
E' una negoziazione complicata, complessa. Il 5 Novembre scorso c'è stato il primo tavolo di confronto tra le parti, dove le premesse di diversità di vedute sono state sostanzialmente confermate anche se non sono mancati i segnali di apertura: inoltre l'incontro ha visto la presenza di tutti i sindacati metalmeccanici e già questa è una buona notizia.
La Federmeccanica evidenzia la necessità "inderogabile" di rinnovo basato sulla produttività aziendale, e rincara la dose sulla restituzione di 75 euro dovuti dalla differenza tra l'inflazione prevista e quella reale. Una richiesta già definita "irricevibile" dai sindacati, ma che secondo noi non è da interpretare tanto come una vera richiesta nero su bianco o un diktat quanto come una volontà di discussione del contratto da un diverso punto di vista, più in linea con gli scenari attuali.
La posizione ideologica di FIM, FIOM e UILM deve discostarsi dalle convenzioni degli ultimi decenni. Per evitare che i sindacati proseguano nell'essere un organo in piena decadenza, non vera espressione della volontà dei lavoratori ma piuttosto un apparato amorfo, una sorta di dinosauro politico senza testa e senz'anima. L'auspicio è che sia proprio questo rinnovo di contratto l'occasione di un rinnovo del concetto di sindacato per quello che deve essere: un organo moderno, che sia il meno possibile politicizzato e il più possibile portavoce della volontà dei lavoratori al tavolo delle trattative in modo unitario, lineare, semplice e aperto alle innovazioni che la situazione congiunturale richiede.
La FIOM, per voce di Landini, ha proposto un referendum tra i lavoratori per approvare la piattaforma proposta e ha indetto una manifestazione Sabato 21 Novembre a Roma. Ma l'informazione latita e i sindacati non sono in grado di presentare una piattaforma congiunta: quella della FIM-UILM prevedeva un aumento medio di 105 euro lordi per il 5° livello, la FIOM invece parla di un generico aumento del 3% dei minimi retributivi (che sarebbe tale solo con l'assenza della contrattazione aziendale).
Sia pure con modalità diverse, i sindacati attribuiscono al contratto nazionale il ruolo di distributore degli aumenti salariali ai lavoratori nel loro insieme.
Invece Federmeccanica sottolinea la necessità piuttosto di rinnovare il concetto di contratto nazionale, come un qualcosa che deve essere garante si per i minimi retributivi ma non erogatore di aumenti. Sarà la contrattazione aziendale che dovrà ridistribuire ai dipendenti la ricchezza prodotta, ma solo nei casi in cui questa ricchezza venga concretamente prodotta e accertata.
Un primo incontro che resta quindi interlocutorio. La prossima puntata della trattativa è fissata sempre a Roma in data Venerdì 4 Dicembre.
domenica 13 settembre 2015
Rinnovo contratto metalmeccanici: situazione difficile.
Questo mese partirà la vera e propria contrattazione per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, e la situazione è difficile.
Anche questa volta il rischio reale che la FIOM non partecipi ai negoziati è alto. Ed è un enorme paradosso, una aberrazione così grande da sembrare davvero inconcepibile.
Il primo sindacato dei metalmeccanici che non partecipa alle negoziazioni e non firma il contratto nazionale....che altro aggiungere.
La FIM ha già pronta la piattaforma e se non succede nulla che rompa gli attuali equilibri è probabile che entro il 25 Settembre riceva il mandato dei lavoratori alla trattativa, che si preannuncia complicata.
La sola cosa che dovrebbe essere esclusa dal tavolo sarebbero le beghe con connotazione politica, che di fatto creano questa frizione con la FIOM. Ci vorrebbe ragionevolezza, ci vorrebbe l'intimo desiderio di essere davvero i rappresentanti dei lavoratori per eliminare ogni elemento di disturbo. Ma sappiamo quanto in Italia e in generale sia difficile escludere i cosiddetti fattori politici nel mettere d'accordo tante teste e tanti interessi.
A proposito della piattaforma FIM e UILM, essa contemplerebbe un aumento per il 5o livello pari a 105 euro. Gli industriali di Federmeccanica, di contro, propongono un ridicolo e provocatorio "aumento" di 2,67 euro in tre anni.....alla luce della produzione industriale andata in fumo negli anni precedenti, della capacità produttiva dimezzata, dei posti di lavoro persi e dell'inflazione consuntiva (2%) che si è rivelata nettamente più bassa di quella preventiva stimata nel precedente rinnovo (6%).
Sostanzialmente i lavoratori rischiano di avere un rinnovo a costo zero. Per questo motivo, date le contingenze, avere la conferma di quanto pattuito nella piattaforma FIM-UILM (105 euro, che pure sono un totale con 25 euro in meno rispetto a quanto ottenuto con il precedente rinnovo) sarebbe da considerare un successo.
Daremo aggiornamenti in merito. Auspicando che FIOM-FIM-UILM possano tutte assieme rappresentare i lavoratori, e in questo senso dovrà succedere qualcosa entro questo mese. Inderogabilmente.
Anche questa volta il rischio reale che la FIOM non partecipi ai negoziati è alto. Ed è un enorme paradosso, una aberrazione così grande da sembrare davvero inconcepibile.
Il primo sindacato dei metalmeccanici che non partecipa alle negoziazioni e non firma il contratto nazionale....che altro aggiungere.
La FIM ha già pronta la piattaforma e se non succede nulla che rompa gli attuali equilibri è probabile che entro il 25 Settembre riceva il mandato dei lavoratori alla trattativa, che si preannuncia complicata.
La sola cosa che dovrebbe essere esclusa dal tavolo sarebbero le beghe con connotazione politica, che di fatto creano questa frizione con la FIOM. Ci vorrebbe ragionevolezza, ci vorrebbe l'intimo desiderio di essere davvero i rappresentanti dei lavoratori per eliminare ogni elemento di disturbo. Ma sappiamo quanto in Italia e in generale sia difficile escludere i cosiddetti fattori politici nel mettere d'accordo tante teste e tanti interessi.
A proposito della piattaforma FIM e UILM, essa contemplerebbe un aumento per il 5o livello pari a 105 euro. Gli industriali di Federmeccanica, di contro, propongono un ridicolo e provocatorio "aumento" di 2,67 euro in tre anni.....alla luce della produzione industriale andata in fumo negli anni precedenti, della capacità produttiva dimezzata, dei posti di lavoro persi e dell'inflazione consuntiva (2%) che si è rivelata nettamente più bassa di quella preventiva stimata nel precedente rinnovo (6%).
Sostanzialmente i lavoratori rischiano di avere un rinnovo a costo zero. Per questo motivo, date le contingenze, avere la conferma di quanto pattuito nella piattaforma FIM-UILM (105 euro, che pure sono un totale con 25 euro in meno rispetto a quanto ottenuto con il precedente rinnovo) sarebbe da considerare un successo.
Daremo aggiornamenti in merito. Auspicando che FIOM-FIM-UILM possano tutte assieme rappresentare i lavoratori, e in questo senso dovrà succedere qualcosa entro questo mese. Inderogabilmente.
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