Come è noto, alla fine di quest'anno scade il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro per i Metalmeccanici, che interessa circa 1.600.000 lavoratori.
Il contratto dei Metalmeccanici resta sempre un annosa questione. Che ultimamente si è inasprita anche per l'assenza al tavolo delle trattative da parte della FIOM (il maggiore sindacato di categoria)nella fase di contrattazione dell'ultimo rinnovo, in vigore dal gennaio 2013 ma senza la FIOM tra i firmatari.
E' auspicabile che per questo rinnovo, i cui lavori inizieranno verosimilmente a Settembre di quest'anno, la FIOM sia presente. Perché la sua assenza è un paradosso troppo grande.
Landini, il segretario nazionale FIOM, dovrà utilizzare tutta la sua capacità di dialogo e di mettere una pietra sopra al passato per raggiungere questo risultato.
Per quanto riguarda il nuovo contratto, si parla della possibilità di "agganciare" gli incrementi salariali al PIL (che in Italia è dato in crescita) piuttosto che al discorso inflazione.
Questa può davvero essere una buona proposta.
Certo, comunque vada sarebbe importante un rinnovo salariale che venga "percepito" dai lavoratori. Se l'aumento complessivo fosse modesto, prendiamo come riferimento i 130 euro lordi per il 5o livello nell'ultimo rinnovo (è certo che nel congelare la cifra di riferimento, il livello ideale dovrebbe essere il 4o....perché non lo è? un mistero non troppo grosso....), allora tale aumento dovrebbe perlomeno essere erogato da subito in unica soluzione e non spalmato in tre anni.
Qualora fosse più sostanzioso, perlomeno 200 euro lordi per fare uno speranzoso esempio, allora sarebbe giustificata una rateizzazione che però non mortificherebbe il lavoratore con un aumento impercettibile.
Insomma, ci sono tanti motivi d'interesse e l'augurio è che si possa sfruttare il momento congiunturale non negativo e il rientro in campo della FIOM a recitare una parte di prim'ordine.
Seguiranno aggiornamenti.
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